dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
International Society of NeuropsychophysiologyDNA cervello coscienza consapevolezza educazione

 

 

 

 

 

POTERE È VOLERE

(luglio-agosto 1993)

 di

 

Michele Trimarchi

 

Si è sempre detto il contrario, cioè “volere è potere”, ma con la Neuropsicofisiologia abbiamo potuto accertare che se l’individuo non viene messo in grado di decidere, egli non può in alcun modo né scegliere né volere.

Il cervello, di solito, ricerca stimoli piacevoli e rifiuta tutto ciò che si discosta dagli stimoli eccitanti. Per quanto ci si illuda di essere liberi di scegliere, di fatto sono molto pochi coloro che hanno la possibilità di decidere giorno per giorno l’andamento della propria esistenza.

Spesso i figli rifiutano i genitori e gli studenti i professori, perché il ruolo di educatore non sempre riesce a contrastare l’azione subdola della pubblicità e di alcuni programmi televisivi che eccitano la fantasia dei più “deboli”, spingendoli a ricercare un modello di vita privo di qualsiasi valore costruttivo della personalità.

Il consumismo ed uno stile di vita autiumano stanno distruggendo le nuove generazioni e spingono i ragazzi a parlare una lingua totalmente sconosciuta ai genitori, per cui spesso si crede di comunicare mentre invece si scatenano richieste, rifiuti e drammi.

La volontà viene attivata nel cervello umano da una motivazione forte: i premi e le punizioni non rendono protagonista e libero l’individuo, per cui o si è capaci di stimolare il cervello ad esprimere le sue potenzialità o non si può chiedere di “metterci la volontà”, poiché essa, come abbiamo detto, si attiva spontaneamente con il desiderio di raggiungere una meta, uno scopo.

La tendenza evolutiva del sistema sociale in questa direzione produce sempre più conflitti tra genitori e figli, studenti e professori, Stato e cittadino, e tutto ciò è il prodotto di scelte politiche sbagliate, poiché il rispetto della vita ha lasciato il posto al rispetto e all’ammirazione per il possesso di beni che non esaltano certo la dignità umana.

È chiaro che se per essere considerati e rispettati dobbiamo essere sani e belli, non si può pretendere dai ragazzi che facciano sacrifici per essere onesti e giusti, poiché questi valori sembra che non siano più di moda.

La ricerca della verità fin dai primi anni di vita può essere la motivazione forte che spinge il cervello a volere. Riflettiamoci profondamente se vogliamo contribuire ad invertire la situazione disastrosa in atto.