dna cervello coscienza consapevolezza educazione
dna cervello coscienza consapevolezza educazione
International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
International Society of NeuropsychophysiologyDNA cervello coscienza consapevolezza educazione

 

Le forze che agiscono in un organismo biologico sono forze elettromagnetiche, non esiste un atomo che non sia già in sé un elemento elettromagnetico e la sua attività è regolata da una forza infinitamente più equilibrata ed intelligente di quanto venga attualmente configurata: agli elettroni abbiamo dato carica negativa, ai protoni carica positiva, ai neutroni carica neutra, ma queste cariche sono dinamiche all’interno dell’atomo e in ogni atomo c’è un universo. Ogni elettrone genera un campo elettromagnetico la cui energia è “musica”, e se rilevassimo l’energia prodotta dall’interazione di tutti i componenti dell’atomo e la codificassimo sulla tastiera di un pianoforte potremmo generare una musica di un’armonia senza fine, l’armonia di quella intelligenza insita nelle forze fisiche, chimiche, elettromagnetiche che regolano ogni forma di vita esistente, nel micro come nel macro. All’interno dell’atomo c’è un universo che scambia energia sulla base delle onde elettromagnetiche generate da tutti gli elettroni, dinamicamente sempre diversi, e quando queste onde risuonano tra loro ci fanno provare quelle che chiamiamo emozioni.

 

Come nascono le emozioni nel nostro cervello? Nascono dalla risonanza degli atomi che costituiscono le nostre cellule neuronali: quando siamo in presenza di fonti di informazioni armoniche gli atomi entrano in risonanza e noi proviamo uno stato di leggerezza e benessere, quando invece le informazioni sono disarmoniche e “violentano” il nostro cervello, gli elettroni vengono richiamati verso i nuclei, non c’è più risonanza, tutto il sistema si squilibra e noi sentiamo insofferenza, tensione, malessere, e scattano tutti quei meccanismi di protezione e difesa che ancora ci permettono di sopravvivere, date le alterazioni che continuamente ci arrivano addosso nella vita quotidiana.

 

E’ soprattutto l’ignoranza che crea le patologie e le alterazioni di varia natura. La conoscenza delle leggi fisiche che regolano la nostra stessa esistenza non ci permette più di parlare di “bene” e “male”, ma di “ignoranza” e “coscienza”, e purtroppo l’ignoranza è ancora potente e domina il mondo. E’ l’ignoranza che produce l’infelicità e tutti i drammi che ancora dilagano, mentre la coscienza promuove sempre e comunque conoscenza, serenità, autonomia, capacità di gestione e soluzione dei problemi. Se fossimo coscienti di noi stessi, presenti nel nostro cervello, tutti cercheremmo di essere felici, di vivere sereni, di scambiare la nostra energia con gli altri, di cooperare per costruire insieme un mondo di armonia: siamo nati per essere felici e la nostra felicità è direttamente proporzionale alla conoscenza che sviluppiamo di noi stessi e della vita. La conoscenza ci permette di rispettare le leggi fisiche, fisiologiche prodotte dall’intelligenza della natura, leggi che non possono essere violate senza generare squilibrio, alterazioni, malessere. Pensate ad una molecola: cosa accade se la sottoponiamo ad una radiazione? Rompiamo i legami della molecola, perché? Le forze che uniscono sono forze armoniche, “leggere”, e quando facciamo “violenza” sparandole radiazioni, ad es. con una radiografia, che fine fa quell’energia? Spacca i legami, è come un coltello nelle molecole del DNA, e poi tutto il sistema deve mobilitarsi per cercare di riparare ciò che è stato danneggiato.

 

La scienza che spiega la vita è una scienza esatta, fondata sulla conoscenza delle leggi fisiche che regolano l’universo. L’atomo non è riducibile agli schemi con cui abbiamo cercato di visualizzarlo e descriverlo, ma è un’armonia senza fine che possiamo imparare ad “ascoltare” con il nostro emisfero destro: l’emisfero destro è in grado di risuonare con l’intelligenza che produce quell’armonia, poiché funziona sulla base di quella stessa intelligenza, ed è in grado di rilavare e identificare le forme di energia che ci giungono attraverso i recettori sensoriali e i campi elettromagnetici emessi da tutto ciò che esiste sul nostro pianeta.

 

Purtroppo la maggior parte delle informazioni che raggiungono il nostro cervello sono caotiche, squilibrate, e condizionano l’emisfero sinistro separandolo funzionalmente dal destro, e così l’essere umano si trova scisso in due realtà che non riescono a comunicare e cooperare. Ma ora abbiamo una scienza che ci permette di conoscere il nostro cervello e sviluppare il suo “pilota”, quell’Io in grado di far lavorare insieme i due emisferi cerebrali: il destro, con la sua capacità di rilevare e identificare le caratteristiche fisiche, sostanziali della realtà, “ricostruendo” dentro di sé lo spazio con tutte le sue vibrazioni; il sinistro, con la sua capacità di tradurre in codici formali le percezioni e le emozioni del destro, senza alterare la sostanza, l’”anima” di ciò che è stato rilevato e identificato. Entrambi gli emisferi sono quindi strumenti utilissimi per l’Io, ed occorre creare un’educazione che non condizioni il sinistro con tutti quei modelli, nozioni e codici culturali che “impongono” di essere difesi e mantenuti a qualunque costo, impedendo di fatto all’Io di svilupparsi e gestire il cervello usando l’intelligenza per costruire il proprio benessere e la propria serenità.

 

Ai fini del benessere e della serenità individuali è importante anche ridurre gli elementi di stress, a partire da quelli ambientali (inquinamento acustico, atmosferico, elettromagnetico, alimentare…): ridurre gli elementi di stress significa migliorare la qualità della vita, e a tal fine si richiede una coscienza che agisce, che sa come relazionarsi all’ambiente, come scegliere ciò che gli è utile, come imparare a comunicare con gli altri e a progettare la sua felicità, poiché si può decidere di essere felici.

 

Ciascuno di noi può progettare ciò che sente utile e giusto innanzitutto per sé, lo progetta e lo realizza, nessuno ce lo vieta, è che nessuno ce lo ha mai detto né fatto scoprire. Ma la fisiologia del cervello umano dimostra che l’essere può progettare e decidere della propria vita in ogni istante, perché l’emisfero destro del cervello è sempre libero di identificare la realtà nel suo dinamismo, sviluppando progetti e trovando soluzioni sempre creative e originali; sono le memorie impresse nell’emisfero sinistro che ostacolano questo processo, poiché si attivano ad ogni stimolo che le richiama, prendono forza e ci comandano. No, identifichiamo queste memorie e decidiamo di trasformarle, decidiamo di usare solo quelle che ci sono utili, impariamo a decidere ciò che è giusto per noi e iniziamo a fare ordine negli “archivi” del nostro cervello. E non diciamo mai “credo” o “non credo”, ma verifichiamo i nostri pensieri, poiché credere senza verificare è sempre molto pericoloso, si rischia di aprire la porta a “virus” che entrano e ci “distruggono”, perché possono crearci ansie, tensioni, paure, stati di squilibrio, dipendenze.

 

L’essere umano deve rendersi conto di cosa significa decidere in proprio dopo aver verificato, deve sapere che qualsiasi cosa dicano gli altri – partner, genitori, figli, amici o altri – l’ultima parola spetta a sé stesso: ognuno deve verificare se quello che gli viene detto è utile e giusto, e se non lo è non deve accettarlo passivamente magari per non offendere la suscettibilità degli altri, per non creare dissapori, per non deludere aspettative…nessun rapporto deve condizionare, tantomeno i rapporti affettivi. Quindi, qualsiasi cosa ci venga detta va sempre verificata: se risulta utile si porta avanti, se non è utile si contesta o comunque non si accetta. Ecco l’unicità della persona e la capacità di autogestirsi, altrimenti ci arriva addosso di tutto, ci arrivano situazioni, problemi, idee, condizionamenti che appartengono ad altri e a cui permettiamo di entrare nel nostro sistema perché non li abbiamo verificati, non li abbiamo passati al vaglio del nostro Io decidendo cosa accettare e cosa non accettare.

 

Anche nel Vangelo troviamo concetti che richiamano l’importanza della decisione consapevole dell’individuo, come ad esempio “porgi l’altra guancia” che, letto in chiave neuropsicofisiologica, vuol dire: non avere la reazione, non rispondere automaticamente allo stimolo che ti arriva, perché se hai la reazione cadi nella trappola e non ne esci più; decidi sempre quello che fai. Se noi facciamo qualsiasi cosa perché decidiamo di farla dopo averla valutata, siamo già sulla buona strada, non rischiamo di essere automatici, perché quando valutiamo “chiediamo” la collaborazione del nostro Io destro, che identifica e verifica tutto ciò che rileva, mentre l’Io sinistro non verifica ma applica i modelli con cui è stato condizionato e non vuole sentire “ragioni” contrarie alla propria.

 

In sintesi, quando ci interroghiamo cercando di capire se ciò che stiamo pensando o vogliamo fare è utile o non utile, è giusto o non è giusto, attiviamo l’emisfero destro e la risposta che potremo “ascoltare” dentro di noi sarà universalmente utile e giusta, perché l’emisfero destro parla la stessa lingua in tutti i cervelli del mondo e identifica sempre la realtà obiettiva ed oggettiva rilevandone il dinamismo e verificandola istante per istante. Tutto può e deve essere identificato, e più attiviamo il nostro emisfero destro dando all’Io il potere di verificare e decidere i nostri pensieri e le nostre azioni, più manteniamo un equilibrio dinamico nel nostro cervello. In tal modo possiamo anche favorire l’equilibrio negli altri, non scatenando le loro reazioni ma promuovendo un processo di autocritica teso verso la ricerca della verità…e la verità è universale, libera i cervelli e rende giustizia all’Io di ciascuno di noi. E, soprattutto, saremo i Piloti della nostra esistenza.