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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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LE ENERGIE “INTELLIGENTI”…

(marzo-aprile 1989)

 di

 

Michele Trimarchi

 

Fra i molti concetti importanti espressi da Einstein, ve n’è uno veramente “formativo” per tutti: «Dedica mezz’ora al giorno a pensare al contrario di come stanno pensando i tuoi colleghi». Le più importanti scoperte scientifiche della storia, infatti, provengono da uomini “liberi” da quella attività accademica nozionistica che costringe a misurare i fenomeni per come le ferree regole delle scienze specialistiche impongono.

Michael Farday, ad esempio, era analfabeta e non conosceva nemmeno l’aritmetica, eppure ha scoperto la forza elettromagnetica. Leeuwenhoek, garzone in un negozio di tessuti, “giocando” con i vetri che si utilizzavano per vedere le trame delle stoffe ha inventato il microscopio e ha fornito alla Royal Society di Londra delle importanti classificazioni di elementi biologici; le sue percezioni venivano codificate da una persona istruita che ne aveva rilevato l’importanza. Lo stesso Joule, autodidatta, ha lottato molti anni per far accettare le sue tesi. Se volessimo continuare dovremmo parlare di tutte le più grandi scoperte, anche a quella della penicillina, rimasta per cinque anni in un cassetto di un noto scienziato dell’epoca, il quale aveva la figlia morente che poteva essere salvata proprio da quella scoperta.

Malgrado ciò vediamo ancora, all’interno delle scuole e delle università, la difesa estrema di una didattica stereotipata che favorisce la mediocrità invece di promuovere una genialità creativa, come emerge da una delle ultime ricerche condotte dal Censis. E allora c’è da chiedersi per quale arcano meccanismo si perpetuino tali errori.

Recentemente J. Benveniste, biologo di fama internazionale e direttore dell’Inserm di Parigi, ha presentato a Nature una ricerca di estrema importanza che poneva in evidenza come l’acqua (H2O) acquisti memoria degli elementi con cui entra in contatto. Ciò ha scatenato una forte reazione da parte dei colleghi “arrivati”, i quali ritengono che tutto ciò che non proviene da loro non può essere vero, a meno che la scoperta sia così eclatante da schiacciare qualsiasi elucubrazione mentale.

Questi atteggiamenti, tipici del Medioevo, si riscontrano purtroppo ancora oggi. Infatti se ben ricordo, non appena Fleischmann e Pons comunicarono di aver realizzato la fusione fredda, i “grandi fisici” del nostro tempo ridicolizzarono tale scoperta. Eppure altri ricercatori avevano già ampiamente discusso sulla possibilità della fusione nucleare fredda, ossia senza la “violenza” delle grandi energie che dovevano costringere i nuclei a fondarsi per volontà dell’uomo e non per la spontaneità del processo. Ritengo, per inciso, che tutto ciò che si ottiene con la violenza non solo costa grandi mezzi ed energia, ma non è realmente utile alla globalità e all’interdipendenza dei processi che danno vita al nostro sistema ecologico.

Per quanto possa sembrare assurdo, l’atomo è un “organismo vivente dotato di memoria e scambia informazioni (chimiche ed elettromagnetiche) con l’ambiente fisico circostante. Fa parte naturalmente della società degli atomi e semmai promuove quella degli uomini. Ubbidisce inoltre alle leggi della fisica classica invece che alle leggi “costituzionali”. Quindi gli atomi, le molecole ed ogni forma di vita, quella umana compresa, scambiano informazioni e tutto si evolve verso una continua presa di coscienza che rende in particolare l’uomo consapevole della propria esistenza.

Non è ormai più possibile riconoscere agli uomini la capacità di evolversi, di scambiare informazioni, senza riconoscere la stessa evoluzione anche agli atomi che danno vita all’uomo. La scienza ufficiale può dire ciò che vuole, ma l’ovvio non ha bisogno di essere dimostrato, per cui le parole o le tesi non conformi al dinamismo fisico della Natura, essendo esse informazioni, saranno regolarmente metabolizzate e trasformate, nell’evoluzione del processo, dalla spontaneità degli atomi che tenderanno sempre a ritrovare i loro equilibri dinamici in base alle leggi naturali più che alle azioni degli uomini.

Ecco perché l’uomo libero, che non condiziona a priori con i suoi modelli mentali a Natura, percepisce i fenomeni naturali in maniera direttamente proporzionale alla libertà della sua mente. La libertà della mente è la conditio sine qua non per la continuità della vita e, soprattutto, per risolvere quei problemi che deprimono sempre più anche i più tenaci ottimisti.

Le energie intelligenti, dunque, vivono costantemente in noi e nell’ambiente: identifichiamole e saremo sulla strada giusta per risolvere i nostri problemi.