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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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fisiologia delle differenze

(aprile-giugno 1999)

 di

 

Michele Trimarchi

 

La fisiologia delle differenze sessuali mette in evidenza due esseri che nella loro individualità biologica rappresentano in se stessi una indiscutibile realtà che non richiede ulteriori dimostrazioni scientifiche.

L’Io genetico, che guida tutta l’ontogenesi esistenziale, si determina nel concepimento (XX e XY). I vari “deliri” ed elucubrazioni mentali prodotti da menti deviate e deformate da condizionamenti socio-ambientali non sono più accettabili dalla fisiologia. Questo significa che la psiche può imitare o prendere qualsiasi forma di personalità, ma ciò non modifica in nessun caso l’oggettività e l’obiettività delle differenze sessuali.

I processi naturali sottostanno a leggi fisiche che non consentono errori: qualsiasi alterazione dei sistemi biologici nasce da inquinamenti chimico-fisici e va considerata patologica.

La donna e l’uomo, con la loro evoluzione, scoprono tali leggi e le interpretazioni che ne danno non possono e non devono contraddire le leggi stesse, poiché ciò rappresenterebbe la patologia mentale. Infatti tutte le patologie, fisiche e mentali, derivano da alterazioni biochimiche e biofisiche e da interpretazioni errate del dinamismo della realtà della vita.

La fisiologia ci mostra due esseri meravigliosi che rappresentano alla nascita un progetto la cui finalità è quella di consentire una graduale presa di coscienza che dia loro la possibilità di esistere in una interazione creativa che porti verso la felicità.

La conoscenza ed il rispetto delle leggi che regolano la vita creano le condizioni necessarie a soddisfare la ricerca di verità intrinseca alle ragioni dell’esistenza, e l’intelligenza umana deve ormai guidare la propria evoluzione nel rispetto delle differenze verso l’abolizione della violenza come strumento evolutivo dell’umanità.

Le differenze sessuali non sono frutto del caso, ma di una “scienza esatta” che non utilizza il calcolo delle probabilità per produrre la vita: è noto a tutti che gli atomi, le molecole, le cellule non possono commettere errori perché ciò altera la vita stessa.

È il momento di riflettere per creare una cultura e una politica adeguate a rendere giustizia alle esigenze della donna e dell’uomo, per il soddisfacimento dei loro bisogni fisici, mentali e spirituali, che richiedono il rispetto della dignità e di valori universali capaci di aprire un dialogo costruttivo-evolutivo sia nella coppia che nella società.