dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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IL SOGNO, “PSICHIATRA” FISIOLOGICO

(aprile-giugno 2002)

 

 

«Dormici su e vedrai che tutto si risolve»: quante volte abbiamo sentito frasi simili… Eppure le neuroscienze cognitive e comportamentali hanno ancora molta difficoltà a definire in maniera univoca lo scopo del sonno e del sogno. Il sogno soprattutto, con le sue infinite manifestazioni, ancora sfugge sia nello scopo che ha, sia in una corretta interpretazione dei suoi contenuti.

Fra le tante osservazioni e scoperte che fanno parte del mio bagaglio conoscitivo, ve n’è una importantissima che ha sempre guidato il mio spirito nella ricerca di conoscenza: ho scoperto precocemente l’immensa intelligenza della Natura e delle leggi fisiche che la regolano. Il caso non esiste e gli errori arbitrariamente attribuiti alla Natura sono “bestialità” prodotte dalla non conoscenza dell’armonia di tali leggi. La Natura con la sua intelligenza ama e tende a dare il meglio di sé, superando tutti gli ostacoli che incontra nel suo cammino evolutivo. Vediamo così l’umanità perfetta nella sua Natura ma caotica e conflittuale nella sua evoluzione, sempre protesa a soddisfare bisogni più o meno indotti.

Non esiste saggezza senza conoscenza e rispetto delle leggi che regolano le manifestazioni armoniche della vita. Ogni volta che nasce un bambino si rivela tangibilmente la creazione del Creatore, lasciata poi nelle mani dei genitori e della società in cui si nasce, ed è proprio lì che si verificano tutte le alterazioni dello sviluppo.

È in tale contesto che si inserisce la fisiologia del sonno e del sogno: il sonno è fondamentale per il recupero dell’attività biologica e metabolica sottoposta allo stress quotidiano; il sogno è un vero e proprio “psichiatra” fisiologico che durante il sonno applica una “psicoterapia” finalizzata a ridurre tensioni, rancori, odio, paure, ansie che giorno per giorno si sviluppano nella vita relazionale, cercando inoltre di fornire risposte utili alla risoluzione di conflitti e problemi.

Questo “psichiatra” fisiologico ha una teoretica perfetta e le sue difficoltà terapeutiche derivano solo dalla persistenza delle cause che producono i continui malesseri della vita quotidiana. La “psicoterapia” attuata dal sogno tende a liberare la persona da pesanti condizionamenti, indipendentemente dal ricordo che si ha o meno del sogno stesso: se tali condizionamenti non fossero “trattati” ogni notte, le tragedie umane aumenterebbero a dismisura poiché davanti alle continue offese alla dignità della persona, alle ingiustizie, alle limitazioni della libertà e all’impedimento dell’espressione individuale si avrebbe la saturazione delle capacità di controllo del cervello con l’innesco di reazioni di difesa dagli effetti disastrosi sia per sé che per gli altri. Se non intervenisse la “terapia onirica” sarebbero molti di più i figli che sopprimono i genitori e i genitori i figli, e diventerebbero più tragici anche i problemi della coppia e i rapporti interpersonali.

Così durante il sogno, nella maggior parte dei casi, si riesce a migliorare il controllo del proprio cervello e al risveglio si può affrontare con maggior chiarezza un problema, si può vedere con occhi più sereni una situazione… e talvolta un pensiero omicida viene rimandato e molti atti premeditati vengono modificati. I fatti che poi accadono, di cui la cronaca ci informa ogni giorno, sono quelli che sono andati oltre la capacità terapeutica del sogno, in base ad un principio fisico per cui quando la pressione aumenta oltre una certa misura la capacità di controllo cede il posto alla reazione di difesa. Ecco perché vi sono persone che premeditano per anni azioni delittuose in difesa dei propri diritti naturali, e arriva poi il momento in cui la goccia fa traboccare il vaso ed anche i “migliori” possono commettere atrocità che nessuno avrebbe mai voluto.

La logica del sogno trova la sua spiegazione nella logica con cui i due emisferi cerebrali elaborano le informazioni producendo emozioni, razionalità, comportamento, personalità, coscienza. L’emisfero sinistro (ES), costretto ad ubbidire senza comprendere, subisce il condizionamento, mentre l’emisfero destro (ED) in tale circostanza si dissocia dall’ES in quanto non può ubbidire a ciò che si discosta dalla verifica obiettiva ed oggettiva delle informazioni.

Tali caratteristiche di base portano allo sviluppo di due forme di intelligenza: quella dell’ES è prodotta dalle istruzioni apprese che obbligano ad un comportamento privo di conoscenza e di scelta, quella dell’ED segue la logica della ricerca della verità identificando le informazioni nei loro contenuti sostanziali. L’intelligenza dell’ES rielabora le informazioni indotte e condizionate e dà le sue risposte sulla base delle istruzioni apprese, l’ED invece mantiene il dinamismo della ricerca di conoscenza e rielabora dati obiettivi ed oggettivi.

L’elaborazione dell’ED produce emozioni sempre in sintonia con la realtà e la verità, mentre l’ES costruisce emozioni basate sul piacere di esaltare se stessi, di ottenere l’attenzione degli altri, edificando la sua gratificazione sulla costruzione di idee e pensieri spesso totalmente falsi e avulsi dalla realtà. L’ES, dunque, domina il comportamento in quanto inserito in un sistema gerarchico sociale che stabilisce le regole entro le quali la persona può muoversi e ricercare le proprie gratificazioni.

Tutto ciò pone in evidenza che l’errore di fondo (perpetuato ormai da secoli) nello sviluppo della personalità consiste nel costringere il cervello ad apprendere ciò che non comprende sostanzialmente, il che impedisce quella cooperazione interemisferica indispensabile allo sviluppo della coscienza.

Il bambino fin dalla nascita dovrebbe poter scoprire il mondo intorno a sé ed acquisirne coscienza e conoscenza: questo dovrebbe essere il compito educativo della famiglia e della scuola, mentre vediamo tanti bambini spengersi man mano che vanno avanti nella loro crescita, in quanto i metodi “educativi” familiari e sociali, e la qualità delle informazioni date, soffocano invece di favorire la spinta fisiologica all’identificazione di sé e dell’ambiente.

La cooperazione fra i due emisferi e il buon funzionamento delle varie aree del cervello è possibile solo in presenza di un Io cosciente capace di guidare l’amministrazione delle informazioni in arrivo. Se tali informazioni escludono la capacità di intendere e volere, ovvero obbligano il bambino ad apprendere e agire secondo le istruzioni date, si crea una dissociazione funzionale fra i due emisferi cerebrali, costringendo poi l’essere ad un comportamento in cui si alterna, a seconda del tipo di informazione in arrivo, la dominanza emisferica a danno del suo benessere psicofisico.

L’intervento del sogno tenta di ridurre la conflittualità per favorire riflessioni utili allo sviluppo della coscienza e della consapevolezza delle proprie azioni. I sogni interpretati correttamente favorirebbero grandemente la risoluzione di conflitti e problemi, dando consapevolezza del percorso da attuare per liberarsi dalla ragnatela che ingabbia la propria dignità e la propria coscienza.