dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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LO SPIRITO DI RIBELLIONE

(maggio-giugno 1989)

 di

 

Michele Trimarchi

 

È lecito ribellarsi alla repressione dei propri sentimenti? Psicologicamente la ribellione è un processo quasi sempre automatico, messo in atto dal cervello per vincere gli ostacoli che lo limitano nel suo divenire e nel suo agire. Si può affermare che la ribellione è una risposta fisiologica all’azione coercitiva, per cui ogni forma di ribellione va sempre tenuta in grande considerazione in quanto il suo grado è la verifica dell’intensità dell’azione coercitiva.

Alla base di questo processo vige la legge del più forte che regola la vita del mondo animale. L’Uomo, “essere sociale”, sta creando nel tempo e nello spazio una coscienza in grado di superare l’inerzia dell’azione coercitiva per entrare a far parte di una dimensione in cui si integra l’istinto animale per agire in conformità di “leggi superiori” capaci di rendere giustizia non più alla forza ma alla verità della sostanza che forma tutte le cose. Tale legge può essere chiamata amore, nel senso in cui l’amore diventa giustizia, ossia l’applicazione di un giusto dinamico che favorisce l’evoluzione senza violenza né sofferenza di tutti gli elementi fisici e biologici, compreso l’Uomo, che rendono vivo l’ecosistema e l’universo.

Tutto ciò si conforma allo spirito politico internazionale contenuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, per cui appare lampante il fatto che la dimensione dell’amore e della giustizia è stata già codificata in termini politici. Non occorre dunque creare nuove idee politiche per l’umanità, ma concretizzare in tutte le nazioni, a livello individuale e sociale, l’ideologia politica dei diritti umani. Questa, a nostro parere, è la meta che ogni nazione deve porsi come “terapia” di tutti gli squilibri e i mali esistenti.

Le varie forme di ribellione che si innescano in tutti i paesi del mondo derivano dalla mancata applicazione dei diritti umani, e da qui si genera un circolo vizioso dove la ribellione spinge il potere ad agire in maniera repressiva e coercitiva per conservarsi. Chiunque adotti sistemi repressivi e coercitivi, a qualsiasi livello, deve riflettere profondamente, perché la liceità di tali sistemi non risiede nella giustizia, ma in quella legge del più forte che non può in alcun modo essere considerata umana.

Facciamo dunque nascere una coscienza umana, affinché il potere diventi un reale servizio per l’evoluzione non solo dell’Uomo ma di tutto l’ecosistema.