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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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IL “BAMBINELLO” DEL 2000

(novembre dicembre 1988)

 di

 

Michele Trimarchi

 

Le emozioni di una nascita possono spegnersi davanti al primo pianto del bambino e se il pianto del bambino persiste la gioia può tramutarsi in angoscia, facendo sopravanzare la rabbia, l’ira e, a volte, il rifiuto. Il bambino nasce alla luce del sole e, allo stesso tempo, “muore” allo stato fetale. Il feto vive in una dimensione circoscritta, armonica e integrata (naturalmente quando la madre lo consente) e allo scadere dei nove mesi viene proiettato in una dimensione in cui tutto sarà diverso. Il più delle volte ciò avviene con traumi che segnano tangibilmente l’esistenza dell’essere.

Filosofi, teologi e scienziati si sono “affaccendati” intorno a questa nascita e, malgrado ciò, ancora oggi non si riesce a dare una spiegazione univoca della sostanza di tale evento. Il bambino racchiude in sé, a livello genetico, le potenzialità dell’uomo. La vita rappresenta lo strumento con cui si esplicheranno tali potenzialità. Tutto dipenderà dall’ambiente dal quale il bambino trarrà il nutrimento psico-fisico e biologico per il suo divenire.

La vita preesiste alla nascita del bambino, per cui egli prende forma da una sostanza fisica, chimica e biologica (che è appunto la vita) le cui origini possono essere fatte risalire, in base alla teoria del Big Bang, a oltre 15 miliardi di anni fa, poiché in fisica non esiste il concetto di morte ma di trasformazione: l’energia né si crea né si distrugge ma si trasforma, e l’uomo non sfugge a questa legge essendo un’entità fisica immersa in un universo fisico.

In cosa consiste dunque la nascita di un bambino? Innanzitutto egli è il rappresentante, nel tempo e nello spazio, della sua filogenesi che racchiude in sé una storia di milioni di anni, mentre come entità fisica rappresenta una “storia infinita”.

Ciò è sufficiente per comprendere in cos consiste l’emozione che si prova di fronte ad una nascita, non solo dell’uomo ma di qualsiasi forma biologica, compresa quella di una pianta. Una tale emozione, però, non garantisce che l’essere umano venga sempre e comunque rispettato. Per rispettare è necessario considerare che le manifestazioni comportamentali dell’essere umano sono sempre relative ad un momento della sua vita e non al significato reale della sostanza che lo rende uomo. Ecco perché diciamo sempre che si deve “giudicare” l’azione dell’uomo ma non l’uomo, poiché l’essenza della sua realtà è infinita mentre l’evoluzione di tale processo è appena percepibile a livello logico se si utilizza il metodo scientifico integrato da noi proposto, il quale consente di gettare ponti tra tutti quegli aspetti della conoscenza ancora oggi suddivisa nelle varie discipline scientifiche relative all’uomo e alle sue interazioni con l’ambiente. Dalle scienze integrate emerge che l’uomo non è “figlio del caso”, ma “figlio di un progetto” che anima l’energia e gli imprime quel dinamismo che possiamo chiamare evoluzione.

Ci accingiamo a festeggiare il Natale, ossa la nascita di un bambino che circa 2000 anni fa ha testimoniato – non solo con la sua nascita, ma anche con la morte – una verità che trascende il tempo e lo spazio, e che costituisce l’“unità di misura” di come si dovrebbe vivere giorno per giorno, amando il dono della propria vita nel rispetto dell’altrui esistenza. Egli si è fatto crocefiggere per dimostrare a tutti gli uomini del pianeta che il poter dell’uomo sull’uomo non può nulla sulla dignità dell’essere diventata coscienza, i cui valori sfuggono agli strumenti coercitivi della materia. In sintesi, l’insegnamento di Cristo indica la strada della presa di coscienza di quei valori universali non più soggetti al compromesso, ma che diventano a vera forza della dignità dell’uomo, con la quale è possibile sconfiggere anche la morte.

È questa verità che festeggiamo con il Natale? Sinceramente crediamo che si festeggi soprattutto il consumismo e poso rimane, ormai, del messaggio di sofferenza e di amore di Cristo. Ci auguriamo, visto che ormai il fondo è stato toccato, che l’uomo si possa liberare dalla schiavitù psicologica del potere delle “leggi della materia” per ricercare con la sua esistenza i valori dello spirito che rendono giustizia alla sua dignità. Solo così saremo in grado di preparare una giusta culla per festeggiare la nascita del bambino del 2000. valori dello spirito che rendono giustizia alla sua dignità. Solo così saremo in grado di preparare una giusta culla per festeggiare la nascita del bambino del 2000.