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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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LA FAMIGLIA: PASSATO E FUTURO

(ottobre-dicembre 1996)

 di

 

Michele Trimarchi

 

In passato la famiglia rappresentava una vera e propria garanzia per la sopravvivenza dell’individuo e i ruoli all’interno di essa venivano generalmente rispettati. Il “modello” si basava soprattutto sull’obbedienza dei figli all’autorità dei genitori, in particolare del padre che la esercitava, laddove lo riteneva necessario, anche con la violenza (fisica e/o psichica).

L’evoluzione socio-politica e tecnologica dei vari Paesi ha progressivamente creato una frantumazione di tale sistema, rendendo sempre più difficile la comunicazione sia tra genitori che nel rapporto genitori-figli. Gli elementi causali di tale disgregazione sono essenzialmente legali a quelle dinamiche sociali e umane che portano alla liberalizzazione delle enormi energie contenute nel cervello. Potremmo dire che la democratizzazione di un popolo è inversamente proporzionale alla liberalizzazione dell’individuo da qualsiasi forma di autoritarismo che blocca la libertà di pensiero condizionando la creatività umana.

Ciò concorda con l’evoluzione politica degli Stati che sono passati dalle dittature a sistemi sempre più democratici. In quest’ottica anche il crollo del muro di Berlino e dell’Unione Sovietica ha permesso ai vari Stati di ricercare una propria autonomia attraverso conflitti, sofferenze e sacrifici non indifferenti. Se paragoniamo tali eventi agli ormai manifesti conflitti familiari, possiamo scoprire una realtà che, una volta compresa, favorirà certamente la risoluzione di molti problemi e un migliore dialogo non solo nella famiglia ma in tutti i rapporti sociali nazionali e internazionali. Ne deriva che non possiamo separare la realtà familiare da quella sociale, poiché la stessa società è la somma delle famiglie. Le difficoltà di comunicazione esistenti tra familiari si possono quindi osservare all’interno degli Stati sia nel rapporto fra pubblico e privato che in ciascuno dei due ambiti.

La situazione attuale vede in atto una grande trasformazione socio-politica e culturale che dalla dittatura (familiare e/o politica) va verso la responsabilizzazione dell’individuo nei confronti di se stesso e degli altri, affinché acquisisca una ragione e una coscienza capaci di renderlo libero di scegliere nel giusto possibile per la propria evoluzione e quella socio-economica e culturale.

Tale processo viene controllato con grande difficoltà sia dalle singole famiglie che dai governi dei vari Stati nonché nel dialogo internazionale. Tutti, in via di principio, condividiamo i valori della democrazia e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ma di fatto ci comportiamo come autentici “dittatori” nel momento in cui pretendiamo di avere ragione e di imporre ad altri le nostre “verità”.

Grandi sono le contraddizioni tra ciò che sappiamo essere giusto e la realtà che esprimiamo ogni giorno. Per risolvere i problemi familiari e sociali occorre eliminare tali contraddizioni, altrimenti avremo certamente tutti ragione ma a poco servirà se poi non riusciremo ad avere quella serenità indispensabile per affrontare quotidianamente le infinite situazioni che motivano di fatto la nostra esistenza.

Quanto sopra ci induce a pensare che il futuro della famiglia dipende da quanto le nuove generazioni sapranno liberarsi da quel retaggio culturale che consentiva, e spesso consente ancora, forme di comunicazione e di rapporti autoritari tra chi comanda e chi deve obbedire, senza preoccuparsi del rispetto che si deve all’essere come tale che per sviluppare le sue potenzialità deve poter riconoscere giusto e utile quanto gli viene detto, affinché possa partecipare scegliendo le proprie risposte ed azioni.

Gli affetti, i sentimenti, le emozioni - elementi fondamentali dei rapporti familiari - acquisteranno un valore duraturo quando la stima e il rispetto non saranno pretesi ma liberamente riconosciuti in base alla qualità dei rapporti sviluppati nel tempo.

Auguriamo a tutti i Lettori un Natale sereno e un nuovo anno improntato al dialogo nel pieno rispetto di quei valori che ogni essere umano, indipendentemente dal proprio comportamento, racchiude in sé per diritto naturale o per volontà divina, come meglio preferite.