dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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COME DIVENTARE OTTIMISTI

(novembre-dicembre 1992)

 di

 

Michele Trimarchi

 

Chi ha la pretesa di essere capito, sbaglia. È ormai accertato che una serie di incomprensioni può sfociare in chiusura in se stessi, reazioni violente, distruzione di rapporti anche importanti, nel peggiore dei casi persino depressione, e quando vince la depressione l’individuo viene “sconfitto”. Da quel momento subentra uno stato psichico apatico che mette sotto stress il cervello e di conseguenza il soma. Una tale situazione crea seri problemi sia alla singola persona che alla famiglia, agli amici, alla società.

Se ciò accade in età infantile – periodo in cui si sviluppano le fondamenta del carattere – possono insorgere stati psicopatologici che vanno dall’autismo a devianze comportamentali di varia natura. In età adolescenziale – periodo in cui sono già stabilizzati i meccanismi cerebrali che controllano quanto in precedenza acquisito – possono insorgere seri problemi conflittuali che rendono difficile la comunicazione e la socializzazione; ma in questa fase, di solito, si ha la forza di reagire, di lottare e ricercare delle strategie mentali per superare i vari ostacoli che limitano l’espressione della personalità dell’individuo. Man mano che si va avanti con l’età la situazione diventa più difficile poiché le energie vitali che controllano lo stress si riducono, mettendo in serio pericolo l’integrità dell’organismo in toto.

La maggior parte delle patologie organiche vengono prodotte dalla conflittualità intrapsichica (eccessiva emotività, astrazioni avulse dalla realtà dei fatti, poca coscienza di sé) che porta ad alterazioni dell’equilibrio metabolico dei vari organi producendo soprattutto squilibri ormonali. Le conseguenze di tali squilibri sono disastrose e incontrollabili qualora non se ne rimuovano le cause.

La terapia elettiva per questi “mali” è la prevenzione, che deve essere attuata già in età infantile innanzitutto all’interno delle famiglie, rivolgendosi a medici e psicologi competenti per avere indicazioni utili su come dare al bambino quelle informazioni che possano favorire lo sviluppo di un carattere “ottimista” verso la vita: un ottimismo che nasce dalla spinta fisiologica a voler conoscere il mondo e che nella maggior parte dei casi viene ridotta o spenta dalle famiglie che danno risposte frettolose agli interrogativi che i bambini pongono.

Un consiglio per i giovani e per gli adulti: rinunciate alla pretesa di essere capiti, poiché gli altri pretendono la stessa cosa da voi. Se volete risolvere i vostri problemi diventate “ottimisti” cercando nella vostra mente quei valori in cui credete e proponeteli agli altri per una verifica della validità delle vostre idee: se saranno giuste ed utili troverete rapidamente una disponibilità negli altri ad accettarle, altrimenti valutatele e modificatele. Solo così sarete protagonisti della vostra esistenza permettendo agli altri di cooperare con voi per la creazione di una società in cui ognuno possa sperimentare giorno per giorno la propria crescita che consiste in un continuo arricchimento di valori da integrare nella propria coscienza.

Se ben capiti, questi concetti possono cambiare il corso della vostra esistenza. Quale migliore occasione per “nascere a nuova vita” se non quella offerta dal Natale? Auguri…