dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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LA LOGICA DI PARTE NON RENDE GIUSTIZIA ALLA VERITÀ

E NON RISOLVE I PROBLEMI

(gennaio-febbraio 1991)

 di

 

Michele Trimarchi

 

La motivazione condiziona il ragionamento e costringe il cervello ad inserire filtri psicologici discriminanti utili a soddisfare la motivazione ma antitetici alla ricerca della verità.

Qualsiasi schieramento politico, sociale, sportivo, culturale predispone la mente alla difesa di parte, per cui tutte le azioni messe in atto dall’individuo o dal gruppo attivano il principio della prevaricazione e non certo la ricerca della verità. Se la motivazione è giusta, predispone la funzione logico-razionale ad una analisi integrativa che per definizione, abolisce quella discriminativa consentendo alla “realtà” – che è sempre dinamica – di essere percepita e codificata con una simbologia logico-razionale che in qualsiasi tempo e luogo conserva il principio di validità e di utilità.

Se ad esempio un partito detiene il potere e un altro è all’opposizione, generalmente le parti tenderanno a dimostrare o a formulare tesi che negano reciprocamente la validità delle rispettive azioni. Ciò non rende giustizia alla ricerca della verità e si verifica in tutte quelle situazioni in cui le parti si pongono come alternativa l’una all’altra.

Ipotizziamo che gli elementi di un’automobile o gli organi del nostro corpo applichino quanto sopra detto: cosa accadrebbe? Nel primo caso l’automobile, pur mantenendo intatta la sua forma, non svolgerebbe la sua funzione. Nel secondo caso ci sarebbe la malattia e persino la morte, nel senso che verrebbe meno anche la forma. Il primo caso evidenzia come le nostre costruzioni logiche, tecnologiche possono essere formalmente giuste ma sostanzialmente inutili; mentre nel secondo, che coinvolge un sistema fisiologico, la forma è legata alla funzionalità. Dunque i vari elementi cooperano per il buon andamento del sistema globale.

Proiettando tale principio sull’uomo, sulla società e sulle nazioni, vediamo che per risolvere i problemi, per produrre una cultura e una politica utili all’essere umano occorre innanzitutto che lo Stato riconosca ed applichi il principio della cooperazione fra tutti i costituenti del sistema, abolendo le alternative fine a se stesse, le discriminazioni e quindi gli egoismi.