dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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I GIOVANI TRA PULSIONI E RAZIONALITÀ

(gennaio-marzo 1994)

 di

 

Michele Trimarchi

 

Il padre di una ragazza che ho avuto in terapia non riusciva a capire come mai la figlia, in pericolo di vita per il suo dimagrimento, non potesse mangiare. «Eppure è semplice – diceva – basta prendere il cibo e mandarlo giù», mentre lei ogni volta che ci provava soffriva terribilmente e nulla poteva convincerla. La ragazza – alta 1,70 con un peso inferiore ai 40 kg – si vedeva grassa e riteneva quindi di dover evitare qualsiasi sostanza che potesse farla aumentare di peso; semmai, secondo lei, doveva dimagrire ulteriormente.

Le cause principali di questo tipo di malattia, definita “anoressia nervosa”, risiedono in situazioni familiari e sociali che non hanno consentito alla persona di sviluppare le capacità di gestire il proprio rapporto con l’ambiente e con se stessa in maniera critica ed obiettiva.

In questo periodo c’è un gran proliferare di situazioni simili soprattutto fra i giovani, i quali spesso vivono esperienze caotiche alla ricerca di un piacere in grado di superare il senso di noia, apatia, insoddisfazione, per cui gli istinti imperano sulla ragione, deviati da una mancanza di esempi in grado di farli riflettere.

I conflitti familiari e sociali creano il “panico” all’interno del cervello e le reazioni dei giovani sono spesso violente verso la famiglia, la società e se stessi. Quel che è certo è che i giovani non accettano più le imposizioni degli adulti, vogliono essere capiti, non accettano coercizioni. Assistiamo così ad un passaggio generazionale in cui occorre comprendere che i vecchi sistemi non funzionano, poiché generano lotta tra genitori e figli, insegnanti e alunni, Stato e cittadini, aggravando sempre più la situazione in atto.

L’immaginario psicologico che ha separato per troppo tempo la mente dal cervello è la causa principale dei nostri conflitti. L’uomo – con la testa piena di teorie psicologiche che non mettono al centro il suo Io cosciente e la sua capacità di autodeterminarsi – vive in un continuo “delirio” che lo dissocia dalla realtà. Per converso, le pulsioni biologiche regolate geneticamente impongono comportamenti istintivi per il mantenimento di un equilibrio dinamico atto alla sopravvivenza dell’organismo, ma tale comportamento non aderisce alle regole sociali e le conseguenze sono disastrose.

Nessuno ha colpa ma tutti siamo responsabili, soprattutto la scienza, che deve impegnarsi con priorità assoluta a fornire risposte concrete e univoche sulle funzioni superiori del cervello, affinché ognuno possa essere messo in grado di guidare se stesso verso la libertà di espressione in un confronto sereno con gli altri. L’Io nasce concretamente nel momento in cui la persona diventa capace di dominare i propri istinti, deviati dai condizionamenti, e di progettare il vivere quotidiano sulla base di valori universali e in cooperazione con i propri simili.