dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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DISARMIAMO IL CERVELLO DALL’AGGRESSIVITÀ

(luglio-agosto 1989)

 di

 

Michele Trimarchi 

 

La rabbia in corpo per le ingiustizie produce effetti negativi per la salute e non risolve i problemi. Un cervello agitato è incapace d’intendere e di volere. È solo nella calma e nella serenità che è possibile evitare errori e produrre risposte utili alla risoluzione dei problemi.

Il metabolismo è il promotore delle nostre azioni, ubbidisce alle leggi di natura e là dove lo si costringe ad accelerare oltre certi limiti, commette errori nello scambio di informazioni tra cellule che inevitabilmente si ripercuotono nel comportamento, che diventa caotico e disordinato. Tale principio è alla base della comunicazione che, indipendentemente dal substrato ricevente-trasmittente, ha i suoi tempi fisiologici di ricezione, elaborazione, trasmissione. I meccanismi biologici di controllo delle funzioni del cervello sono deputati a proteggere l’individuo da informazioni che possono “danneggiarlo”. Pertanto, le reazioni, più o meno violente, sono direttamente proporzionali alla violenza perpetrata ai danni dell’individuo dall’informazione stessa.

Ampliando il concetto possiamo dire che la maggior parte delle malattie deriva da un cattivo scambio di informazioni tra cellule o tra organi, o tra cervello e ambiente, considerando che tutta la Natura vive in funzione di uno scambio continuo di informazioni. Da ciò si evince che la qualità della vita è direttamente proporzionale alla qualità dell’informazione, mentre la malattia è inversamente proporzionale ad essa.

Per disarmare il cervello dall’aggressività, quindi, occorre evitare discussioni con persone agitate, e indurre semmai la calma prima di proseguire, e soprattutto occorre evitare colpevolizzazioni: non colpevolizzare significa non attivare nel cervello il meccanismo di difesa del proprio memorizzato esperienziale.

Fin dalla nascita l’individuo, memorizzando, integra nel proprio sistema biologico le informazioni e sviluppa, di conseguenza, un sistema di difesa della propria integrità. Tale processo avviene al di fuori della coscienza, e modificare qualcosa significa in pratica alterare la propria integrità biologica. Là dove si tentano modifiche, si provocano le difese biologiche che utilizzano tutti i mezzi a disposizione, compresa la violenza. In questo meccanismo si inserisce il potere dell’uomo sull’uomo, il voler avere ragione a tutti costi, il voler imporre e non proporre le proprie idee, nonché quella forma di competizione negativa che è alla base della discriminazione del diverso.

Nel cervello ci sono tutte le “chiavi” per comprendere le cause dei nostri problemi. Basta cercare quella giusta al momento giusto.