dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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L’INSERIMENTO dei BAMBINI nella

 

SCUOLA D’INFANZIA

Dedichiamoci ai bambini se vogliamo

cambiare il mondo

 

Angelica ha 3 anni ed arriva a scuola accompagnata dalla mamma:

è il suo primo giorno di scuola.

Al suo arrivo la classe è già piena delle voci dei bambini e delle educatrici che la intimoriscono. Angelica si stringe alla mamma cercando protezione.

Una educatrice stava aspettando proprio quella bambina e le si avvicina. Accovacciandosi la guarda dolcemente, le sorride e sfiorandole la mano le fa percepire la gioia che prova nell’accoglierla.

Ciao, sono Pia e ti stavo aspettando! Sono davvero felice che sei arrivata, giochiamo insieme?”

Ma come si sarà preparata l’educatrice a quell’incontro?

 

 

Certamente ordine ed igiene saranno le prime chiavi che apriranno le porte alla nuova conoscenza, favoriranno un clima “profumato” di armonia e sincerità. Avrà curato il proprio aspetto con un abbigliamento pulito, pratico e colorato. Le educatrici siedono su piccole sedie, giocano sul tappeto e quando comunicano devono essere all’altezza dei bambini come una chioccia con i suoi pulcini. Avrà raccolto i capelli, un trucco leggero, scarpe basse e il grembiule avrà una grande tasca contenente ad esempio dei fazzoletti per ogni eventualità. Il tono di voce sarà gioioso e pacato adatto a rassicurare.

La figura dell’educatrice risplenderà dell’amore che realmente sente per quella bambina che ancora non ha mai incontrato ma che conosce.

Sa che i bambini per essere se stessi, per aprirsi ed esprimere la loro originalità con gli adulti, devono potersi sentire amati, rispettati, valorizzati, considerati, gratificati, accolti con gioia. 

Altrimenti tenderanno a restare in silenzio, ad isolarsi impauriti, oppure reagiranno rifiutando quella situazione piangendo e chiedendo di fuggire via.

Se solo per un attimo sapessimo cosa producono nei bambini molti dei nostri comportamenti abituali, faremmo qualsiasi cosa per modificarli

( Marina Salvadore “Valorizziamo i bambini” 2016).

Torniamo da Angelica ed occupiamoci anche della sua mamma. La bambina percepisce se la sua mamma è in ansia o se è fiduciosa che quella che stanno vivendo sarà un esperienza di crescita utile ad entrambe.

Dobbiamo tener presente che il seme della pace germoglia in famiglia, è qui che si gettano le basi dell’armoniosa convivenza: se i bambini respirano l’amore dei genitori e vengono rispettati come esseri umani, essi tratteranno gli altri allo stesso modo;

se saranno educati alla pace e non alla competizione, a credere in se stessi e nel prossimo, non avranno alcuna difficoltà nel donare la propria fiducia anche all’educatrice, affidandosi a lei.

E questo meraviglioso PONTE tra la famiglia e l’educatrice verrà sorretto da solide colonne: la colonna della verità, della fiducia, della stima, della comprensione e dell’amore.

La difficoltà maggiore s’incontra quando un bambino cresce nella paura, nella competizione: è la paura che isola e annulla ogni speranza, è la competizione l’inizio di ogni guerra, Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si educherà per la pace. (Prof. Michele Trimarchi 2016)

 I genitori di bimbi piccoli spesso cedono alla paura che possano farsi male, pensano che limitando la libertà di movimento si possano limitare eventuali cadute. Dimenticano che il movimento mette in moto l’intelligenza, che tarpando le ali dei loro piccoli passerotti impediranno loro di VOLARE! Bisognerebbe accompagnarli nel naturale processo di crescita con serenità e fiducia, e con la giusta dose di prudenza, scoccarli come frecce di un arco nel mondo delle esperienze.

 

 I genitori dovrebbero altresì proteggere i bambini dalle immagini cruente, quando ci si nutre di immagini di guerra, sembra che la violenza sia l’unica realtà.

 Ed è quello che accade con i video giochi, ormai tanto “di moda” anche per i piccini. In questi giochi dominano tensioni come la competizione e l’aggressività: EMOZIONI FAST FOOD che sconvolgono la sensibilità e l’equilibrio psicologico di chi li usa. Bisognerebbe allargare la mente verso altre possibilità

Aiutiamo i genitori nell’approfondire la conoscenza dei loro bambini, come?

Suggerendo piccoli segreti: dedicare del tempo ai loro piccoli giocando, parlando e soprattutto leggendo.

I libri educano grandi e piccini ad apprezzare le sfumature della realtà, scoprono un’infinita gamma di sentimenti. Non dimentichiamo che sono la bellezza e la sensibilità a salvarci dalla brutalità.

Una vera terapia d’amore: leggere ai figli almeno dieci minuti al giorno, in quei momenti di grande calore ed intimità si crea un legame che va oltre il racconto.   

Quando la famiglia si sentirà compresa, supportata e sostenuta nel naturale compito di EDUCARE…si lascerà guidare serenamente!

 

Ma torniamo da Angelica: Il primo giorno un paio d’ore saranno sufficienti per farci un’idea. Avremo iniziato a leggere il racconto della vita di quella piccina, come il mondo degli adulti avrà rispettato o deviato la sua sensibilità, il suo ordine interiore.

Dal secondo giorno in poi avremo come obiettivo farci seguire dal bambino in un'altra stanza o far uscire il genitore conquistando la fiducia di entrambi.

Il dramma che vivrà il bambino sarà quello dell’abbandono. Comprendiamolo in questa sofferenza, tranquillizziamolo, usiamo le parole giuste per spiegargli “che mamma torna sempre a prenderti” Sarà importante essere sempre sincere e dire la verità.

I bambini sanno quando gli adulti mentono!

 

Nei giorni successivi sarà lei ad accogliere il bambino, congederà il genitore velocemente, si dedicherà al nuovo piccino raccontandogli delle regole che governano la scuola, medierà con il gruppo già presente degli altri bambini, lo difenderà da eventuali offese, lo custodirà!

Il bambino percepirà il senso di protezione e lei diventerà il suo punto di riferimento, la sua certezza! 

Un favoloso scambio d’amore! Ma la brava educatrice sa che per non creare dannose dipendenze dovrà rendere il suo “protetto” libero e forte!

Arrivano altri nuovi bambini, altri inserimenti da curare, nuove storie da leggere negli occhietti dei piccini.

Che magica sensazione ci invaderà quando i bambini saranno liberi, quando le loro vocine saranno musica per noi, quando la vivacità del loro essere sarà armonia per noi, quando le loro conquiste ci faranno crescere permettendoci di recarci al posto di lavoro sorridendo.

Non esistono bambini buoni o cattivi, educati o maleducati. Esistono i bambini con le loro potenzialità, il più delle volte tutte da sviluppare, e con i loro limiti prodotti dall’ignoranza dell’ambiente in cui vivono. (Marina Salvadore 2016)

 

Se finora nulla di quanto detto ha suscitato risonanza nel profondo, se nulla ha scosso l’emozione, se non c’è stato un sorriso…pensateci bene!

I bambini hanno un compito importante: portare la gioia nel mondo…Non possiamo ostacolare questo progetto! 

 

Ah! Per tornare ad Angelica, ha telefonato a scuola questa estate per condividere la gioia del suo diploma con le sue “vecchie” maestre.

 

 

Maria Pia Frisani

Docente

 “Neuropsicofisiologia dell’educazione prescolare”