dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
International Society of NeuropsychophysiologyDNA cervello coscienza consapevolezza educazione

Si attende con ansia la nascita di una coscienza leader non solo per risolvere i problemi che sempre più assillano le amministrazioni locali e nazionali, ma per rispondere ai bisogni fondamentali dell’animo umano ormai in fin di vita e quasi senza speranza.

Eppure noi siamo certi che le chiavi per far luce sui misteri del mondo sono nel cervello umano. Il cervello umano, infatti, racchiude in sé delle grandi energie sconosciute ai più e troppo spesso strumentalizzate da altri, soffocate, derubate all’essere umano in formazione.

Credere in ciò che gli organi di senso percepiscono potrebbe essere utile se tale percezione fosse reale. Nella maggior parte dei casi ciò che si percepisce è un’infinitesima parte della realtà che ci circonda, eppure ogni essere crede che ciò che egli pensa sia la verità.

Tutti sanno che ci sono lotte e discriminazioni di vario genere: difficilmente, in qualsiasi situazione, due persone affrontano un problema con l’obiettività necessaria a trovare la soluzione. Inevitabilmente ognuno impone la propria costruzione mentale senza considerare i limiti conoscitivi che egli ha verso il problema.

Per certo sappiamo che non ci saranno soluzioni reali o radicali finché ognuno continuerà a pensare che la soluzione dei propri problemi debba necessariamente provenire da altri.

L’attuale sistema sociale, dominato da strane ideologie consumistiche e pseudo – democratiche, crea dei veri e propri “mostri” sociali votati alla criminalità legalizzata dove, secondo criteri non ben identificati, il fine giustifica i mezzi. Un tale modello di vita sociale non è certo a misura d’uomo e nessuno è legittimato a motivarlo con spiegazioni politiche pseudo – scientifiche.

Ogni giorno vediamo che i quotidiani più importanti esaltano l’andamento politico, le nuove scoperte scientifiche, le grandi opere edilizie, tecnologiche, ecc., mentre l’occhio critico di chi osserva la degenerazione in atto nel tessuto sociale affina la mente verso la ricerca di soluzioni possibili.

Ma l’uomo non sempre riesce a discernere obiettivamente le informazioni utili ad una propria crescita conoscitiva da quelle che di fatto rinforzano il modello mentale acquisito (politico, economico, culturale, religioso, ecc.). Infatti l’individuo umano non viene predisposto dall’educazione a ricercare nuove conoscenze, ma a confermare quanto in lui si è riversato sotto forma di informazioni più o meno coscienti. Occorre quasi sempre uno scopo “egoistico” per apprendere qualcosa di nuovo (interessi economici, problemi di vario genere, sofferenza).

Ogni essere dovrebbe amare la ricerca della verità e crescere attimo per attimo alla luce di nuove conoscenze, sempre rielaborate in maniera originale dall’individuo stesso.

Questo dovrebbe essere il metodo fisiologico per educare ed informare ogni essere umano. Da ciò si può dedurre quanto gli attuali metodi educativi siano lontani dal metodo fisiologico, poiché dall’asilo – nido all’Università si impone un metodo robotico che costringe ogni cervello a ripetere informazioni, nozioni e pseudo – concetti che sempre più demotivano il cervello umano a seguire i corsi, ad apprendere le nozioni o a divorare mnemonicamente testi universitari per poi ripeterli a chi prima dello studente ha già subìto tale robotizzazione.

Si auspica che soprattutto i giovani riescano a comprendere prima possibile che le attuali “mete”, come diplomi, lauree, ecc., non sono sufficienti a farsi violentare da un processo di apprendimento che ben si adatta ai moderni calcolatori, ma non all’uomo. Infatti sono pochi coloro che studiano per imparare e molti invece per i benefici sociali che i titoli offrono.

La vita è un’occasione unica che l’individuo umano si trova a vivere su questo pianeta, per cui è quanto mai deprecabile lo spreco delle grandi risorse racchiuse nei vari cervelli. Le nuove conoscenze neuropsicologiche danno la possibilità di sviluppare metodi e progetti per potenziare soprattutto nelle nuove generazioni l’espressione dell’intelligenza creativa su tutti i piani dello sviluppo umano e sociale.

Un primo passo va mosso verso l’aggiornamento dei docenti, i quali potranno far propri quei metodi e conoscenze che possono migliorare il rapporto docente – discente.

Inoltre è necessario operare una attenta analisi storica e culturale per verificare la validità delle nozioni impartite per lo sviluppo creativo dell’individuo.

E’, quindi, la qualità delle informazioni che deve essere ricercata affinché nasca l’entusiasmo ad apprendere per conoscere il piacere di pensare e di scoprire gradualmente il mondo che ci circonda nella sua intrinseca realtà, nei suoi meravigliosi processi fisici e biologici, portando così gradualmente l’individuo verso la conoscenza di sé stesso e di quei valori fondamentali, universali, che vanno rispettati in ogni essere del pianeta.

Si richiede dunque un processo di trasformazione culturale dove occorre il coraggio di ammettere gli errori in considerazione del fatto che la politica sociale richiede conoscenze che troppo spesso mancano nelle scelte politiche a detrimento della qualità della vita in tutte le sue manifestazioni.

Il servilismo partitico della scienza è quanto di più deleterio oggi esista, per cui siamo portati a domandarci se è la scienza che ha imboccato una strada pericolosissima per tutto il genere umano o sono gli uomini politici che non sono sufficientemente preparati ad affrontare una politica sociale a misura d’uomo. Tali chiarificazioni sono indispensabili per motivare ancora l’esistenza della vita sul pianeta.

Sono tanti i pericoli che incombono sul genere umano e per citarne alcuni, oltre ad una probabile guerra nucleare, ci sono conflitti ben più gravi in atto, come la manipolazione chimica degli elementi fisici e biologici, la manipolazione delle informazioni che sempre più diventa un processo di inquinamento mentale che “uccide” il piacere di vivere.

C’è da chiedersi quali benefici si prospettano da tale situazione, chi realmente è interessato a far sì che le cose non si trasformino, dal momento che i danni che derivano dall’attuale caos incidono sull’andamento generale di tutto il genere umano.

Se qualcuno pensa di ricavarne qualcosa, noi affermiamo che i benefici immediati non hanno ormai nessuna utilità poiché essi si trasformano nel tempo in danni umani e sociali. Soltanto una seria revisione della situazione in atto, con qualche sacrificio, potrà dare in tempi più o meno lunghi grandi benefici per tutti.

Il “tutto e subito” non ha più una ragione d’essere: oltre tutto i problemi della salute, come cancro, droga, Aids, psicopatie, ecc., non si possono risolvere con il “dio danaro” il quale, con la sua potenza coercitiva sulla qualità della vita, ha spinto l’umanità verso l’autodistruzione, ha accecato la mente lasciandola senza la capacità di indirizzarsi verso quei valori naturali dai quali è possibile ricavare la gioia di stare insieme e di crescere, in sintonia con le leggi universali che dovrebbero regolare il nostro “strumento musicale” mentale.

La nostra proposta è un processo di integrazione tra scienza e politica, dove con le Scienze Integrate sarà possibile affrontare tutti i problemi in atto, penetrare le cause che muovono la degenerazione della vita ed attuare progetti di sviluppo sociale integrato per il benessere della collettività umana.

Tali basi di conoscenza consentiranno di ricomporre dinamicamente il mosaico che raffigura l’Uomo (donna e uomo) nel loro rapporto con l’ambiente naturale e sociale, rendendo così giustizia ad un’evoluzione umana, del pianeta e dell’Universo che non hanno mai smesso – pur lasciandoci “liberi” di sbagliare – di proporci la strada maestra sulla quale la vita prende forma nelle coscienze e “giustifica” la nostra intima realtà.