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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
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LA DIGNITÀ DEI SEMI PER SODDISFARE

LA «FAME DI GIUSTIZIA» NEL MONDO

 

Prof. Michele Trimarchi

 

 

Relazione presentata al Convegno:

 

FESTA DEI SEMI 2ª EDIZIONE

 29 settembre 2012 Pergusa (EN)

 

 

La Festa dei Semi, come abbiamo detto nella passata edizione, ci dà coscienza delle nostre radici, ovvero ci porta a riflettere su chi siamo e da dove veniamo, quindi sul vero significato della vita.

Ogni seme, come abbiamo visto, di qualsiasi biotipo, racchiude in sé un piccolo grande progetto che si realizza con la cooperazione e collaborazione di tutti gli elementi che costituiscono l’ecosistema, dando vita alle meraviglie della biodiversità.

Anche noi esseri umani siamo racchiusi, in potenza, nei nostri genomi, anch’essi all’origine “semi”, che contengono il progetto di ogni essere umano del pianeta.

Riflettendo su tutto ciò scopriamo che siamo un’unica grande famiglia integrata al dinamismo ecologico dell’energia della stessa biodiversità.

Scoperto ciò diveniamo consapevoli di essere, appunto, una grande famiglia e se è vero, come è vero, che il malessere di un componente della famiglia si diffonde e si propaga su tutta la famiglia, non ci resta, per il nostro stesso benessere, che muoverci o darci da fare in maniera da non far soffrire nessuno.

Naturalmente scopriamo che i nostri genitori fanno parte della Natura che, con le sue leggi fisiche, consente l’espressione e la realizzazione di ogni progetto contenuto nei semi.

Se è vero, come è vero, che tutto ciò non si può contestare, possiamo solo comprendere che l’evoluzione culturale dei popoli è «fraudolenta», ci ha derubati di quella consapevolezza e di quell’amore che dovremmo sempre e comunque avere nei riguardi di noi stessi e della nostra famiglia.

Questa evoluzione culturale è stata, ed è, grandemente patologica poiché la miseria e povertà, l’egoismo, il menefreghismo, la competizione negativa, la cattiveria, la malvagità sono i frutti della grande ignoranza prodotta e perpetuata dall’uomo che ha generato e che genera tutt’oggi diabolici meccanismi che mettono gli uni contro gli altri fino ad autodistruggersi, invece di godere delle grandi potenzialità di cui ognuno di noi è portatore e che, allo stesso tempo, deve imparare a gestire nella maniera giusta, al fine dello scambio, della solidarietà, della cooperazione, come il vero senso dell’evoluzione e il vero scopo della nostra esistenza.

Qualsiasi cultura che confligge su tali principi non può essere considerata umana, etica, morale, religiosa né tanto meno SCIENTIFICA, perché la scienza deve rendere giustizia alla verità; ed è solo la verità che porta alla conoscenza e che armonizza e rende sagge le coscienze.

Finché persiste l’ignoranza di tutto ciò, continueremo a discutere ipocritamente della fame nel mondo, delle guerre, della desertificazione, del clima, dell’alimentazione e nutrizione, degli OGM, degli anticrittogamici, degli antiparassitari, anti, anti, anti …..

Gli anti in Natura dialogano fra di loro per il benessere di tutti, con una intelligenza che l’uomo sarebbe in grado di comprendere se si liberasse dall’ignoranza atavica che ci viene indotta fin dalla nascita, alterando la nostra stessa natura genetica.

Tutto ciò va a confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quello che i grandi saggi della storia hanno sempre affermato, ovvero che

siamo tutti fratelli e sorelle, proprio per cercare di farci capire che il nostro prossimo non è altro che la nostra famiglia (“Ama il prossimo tuo come te stesso” e “Non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te”).

La stessa Natura con le sue leggi viene chiamata Dio, Allah. Quel che è certo, è che i grandi della Terra hanno intuito quanto oggi noi spieghiamo con la vera scienza, che rispetta sempre e comunque il principio di causa – effetto, la biodiversità, le leggi di Natura che, con la loro logica e intelligenza e amore, ci danno l’opportunità di divenire consapevoli e coscienti delle nostre potenzialità e possibilità che possono farci godere gli uni con gli altri con spirito di fratellanza (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, art. 1: «Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza …»; art. 25:«Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione »

Quale grande verità si cela in queste poche parole… e se le comprendiamo, le interiorizziamo, possiamo dare inizio ad una nuova era in cui l’educazione diviene lo strumento principe perché si formino fin dalla nascita le coscienze di tutti gli esseri umani del pianeta: niente razzismi, nessuna discriminazione, basta con le guerre, niente superiorità o inferiorità, ma solo coscienza e conoscenza di quei valori che ci rendono consapevoli e creativi in un mondo in cui lo scambio creativo delle potenzialità umane favorisce l’evoluzione di tutta la famiglia umana e della Natura.

Il rispetto della dignità racchiude in sé il valore della consapevolezza delle potenzialità di ogni seme che, per diritto naturale, deve esistere e realizzare il proprio progetto. E noi, esseri unici e irrepetibili, creativi, con coscienza e responsabilità, possiamo creare quelle sinergie che rendono giustizia all’evoluzione sia biologica che culturale di tutti gli organismi esistenti sul nostro pianeta. Ogni qualvolta le azioni degli uomini contraddicono i principi sopra espressi, si scatenano reazioni che sono direttamente proporzionali all’azione offensiva della dignità, sia della Natura che degli esseri umani.

Possiamo affermare che ogni azione contraria al rispetto della dignità umana vìola la giustizia che ci rende tutti uguali davanti al valore della dignità.

Quindi, la grande conflittualità tra uomini e Natura nasce dall’ignoranza che si ha sia della dignità umana che della dignità della Natura.

Trasformiamo così l’idea che ci siamo fatti della fame nel mondo in una concezione universale della fame di giustizia che c’è nel mondo.

La vera fame, quindi, non dipende solo e soltanto dall’assenza di cibo, perché ogni componente della famiglia umana non riesce a comprendere perché alcuni hanno tanto cibo da sprecarlo ed altri non possono neanche far sopravvivere i propri corpi e i loro figli.

Questo, vi assicuro, è la più grave delle violazioni contro le pari dignità.

Qualcuno ha diviso l’umanità in ricchi e poveri, in fortunati e meno fortunati. NO! Non siamo ricchi o poveri, così come non siamo fortunati o sfortunati, ma siamo soltanto ignoranti, incapaci di rendere giustizia a quella verità genetica contenuta non solo nel genoma umano ma anche in tutti i genomi degli organismi esistenti nel nostro pianeta. Non dimentichiamo che il valore sostanziale della dignità è contenuta nel genoma. Da qui, l’affermazione della inviolabilità della memoria genetica di tutti gli organismi esistenti, tutelata e garantita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che, affermando la sacralità della dignità, e quindi delle pari dignità, proclama al mondo intero la coscienza e la familiarità di tutto il genere umano, valorizzando a pieno l’intero sistema eco-biologico.

A conclusione di questa breve relazione, vorrei ricordare che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo integra in sé e nei suoi valori la centralità dell’uomo, promossa e fortemente affermata da tutte le ideologie politiche e religiose.

Chi non ha chiarezza di questa grande verità non perda tempo e si chiarisca bene se vuole lasciare un segno della sua presenza tangibile su questa Terra.

Dopo di che, l’urlo deve echeggiare contro chiunque osi aggredire o attaccare con atti «vandalici» la perfezione di un sistema ecologico che ci offre la possibilità di godere della nostra esistenza senza, peraltro, chiedere nulla in cambio.

Le piante non ci chiedono danaro per darci i loro frutti, ma sono «felici» di offrirceli gratuitamente. Tutta la Natura «collabora, coopera, dialoga» per armonizzare la vita sul nostro pianeta.

Ci siamo inventati il danaro, il profitto che non è mai proporzionato a ciò che prende dagli umani o dalla Natura.

Basta con questa violenza. La giustizia genetica, regolata da leggi perfette, è ben visibile a chi la vuol vedere; e se vogliamo considerarci umani, smettiamola con le ingiustizie verso noi stessi, verso il prossimo, verso la Natura.

Collaboriamo e cooperiamo per risanare tutte le ferite che abbiamo inflitto alla Natura e a noi stessi, utilizzando come strumenti utili tutta la tecnologia e la conoscenza che abbiamo prodotto.

La vera e reale ingegneria genetica è quella messa in atto dall’intelligenza della Natura, ben visibile nella filogenesi e nella ontogenesi di tutti gli organismi della biodiversità.

Non ci provi nessuno a sostituire la logica della Natura con la banalissima logica umana, che è banale quando si discosta e si dissocia da quella della Natura stessa.

La logica umana, sia scientifica che tecnologica, diventa «schizofrenica» nel momento in cui si allontana dal dinamismo dei processi naturali.

Tutto ciò viene confermato da quella giustizia genetica che tutti siamo in grado di comprendere quando ci poniamo come liberi osservatori di fronte alle meraviglie dei processi naturali.

Da tutto ciò emerge che siamo felici di festeggiare i semi proteggendoli e favorendoli nelle loro realizzazioni ontogenetiche che richiedono la terra, l’acqua, l’aria, anch’essi elementi ecologici che vanno protetti dalla nostra intelligenza, in nome di una giustizia che vuole abolire le guerre, la competizione negativa, le discriminazioni, la superiorità e l’inferiorità, per consentire a tutti la gioia di esistere con pari dignità su questo pianeta.

Partecipiamo con gioia alla grande festa planetaria dei semi che ci porta a dare la giusta importanza alla vita e al dono che ci è stato fatto della loro presenza.