dna cervello coscienza consapevolezza educazione
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International Society of Neuropsychophysiology DNA cervello coscienza consapevolezza educazione
International Society of NeuropsychophysiologyDNA cervello coscienza consapevolezza educazione

 

 

 

 

 

“ETICA DELL’INVIOLABILITA’ DELLA MEMORIA GENETICA

DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI”

 

 

di

 

 

Michele Trimarchi

 

 

 

Relazione presentata al Convegno:

 

 

 

“PUGLIA LIBERA DA OGM”

L’inviolabilità della memoria genetica di tutti gli esseri viventi per uno sviluppo rurale agroecologico a tutela dei Diritti Umani

 

Sabato, 20 febbraio 2010 Castello Maria D’Enghein – Lecce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREMESSA

 

 

 

Tra le tante affermazioni di uno dei più grandi scienziati del nostro tempo, Albert Einstein, quella che più mi ha colpito: “Dalle mie osservazioni ho scoperto che due cose sono immense: l’Universo e la stupidità umana; sull’Universo ho qualche dubbio.”

Dal mio osservatorio, ho dovuto confermare che l’uomo utilizza una percentuale molto bassa del proprio cervello.

Tanti anni fa affermai che gli uomini più geniali lo usavano al massimo al dieci per cento. Andando avanti e con l’avvento del brain imaging, strumenti questi con i quali è possibile osservare il cervello mentre esprime emozioni, concetti, stati trascendenti, creatività e quando elabora progetti, abbiamo potuto constatare che quel dieci per cento è difficilmente raggiungibile. Quindi, abbiamo enormi potenzialità inespresse, ampiamente dimostrate anche dalle mie Teorie Neuropsicofisiologiche sui processi di lateralizzazione emisferica che spero vengano studiate bene, affinché l’uomo si appropri del proprio cervello ed inizi ad usarlo creativamente per raggiungere quella serenità e quella creatività che possano favorirlo nella realizzazione di un mondo in cui l’ignoranza possa essere sconfitta da una Conoscenza e da una Educazione che mettano in grado l’essere umano di essere saggio sin dai primi anni di vita.

Per tali ragioni, fui proposto Premio Nobel per la Pace nell’86 e nel 2000 per il Premio UNESCO per l’Educazione ai Diritti Umani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DIGNITA’ PATRIMONIO GENETICO DI TUTTI GLI ORGANISMI ESISTENTI

Se rimuoviamo la stupidità umana di cui tanto parlava Einstein dai cervelli, sarà abbastanza facile per chiunque comprendere le ragioni per cui il genoma di tutti gli organismi esistenti non va manipolato e quindi, rispettato.

Tra gli anni 70’-80’, dopo aver verificato che il metodo statistico applicato alle discipline scientifiche impediva di accedere a quella forma di intelligenza di cui ogni essere umano e la Natura sono dotati, e osservando inoltre la parcellizzazione e la settorializzazione del sapere che hanno portato alla creazione di molte discipline scientifiche e specializzazioni che non comunicano tra loro, compresi quanto era importante l’Integrazione delle Scienze per mettere in luce il Dinamismo della Natura, del mondo biologico e di noi stessi.

Non si può quindi prescindere da un Metodo Scientifico Multidisciplinare ed Integrato per lo studio della Natura e della nostra stessa Natura.

E’ con tale approccio scientifico che io ed altri abbiamo potuto verificare che la Natura non fa errori, poiché è regolata da leggi fisiche perfette. Gli errori vengono visti tali dall’uomo, proprio perché non conosce le “ragioni evolutive” della Natura.

Gli atomi, le molecole, le cellule e l’intero organismo comunicano costantemente e accumulano i loro successi evolutivi proprio nelle memorie genetiche, i cui risultati ci

vengono forniti dall’espressione fenotipica, “emozionale” e comportamentale, nonché evolutiva, degli infiniti organismi esistenti.

Mi viene da sorridere quando ascolto le affermazioni di grandi specialisti, come genetisti, biologi, chimici, biochimici, infarciti di un sapere che nega a priori l’Intelligenza della Natura e con tali affermazioni decidere il destino dell’ecosistema e dell’intera umanità.

Come possono i giudici decidere “OGM si” e “OGM no”, come possono gli uomini politici o anche religiosi, come possono gli economisti (categoria, questa, da tenere costantemente sotto osservazione) assumersi la responsabilità del benessere psicofisico e spirituale della Natura e dell’umanità?

Sono passati trent’anni, ormai, da quando ho presentato in Campidoglio a Roma la mia “Teoria Neuropsicofisiologica sulle Funzioni Superiori del Cervello Umano” e di come esso, attraverso le varie forme di energia/informazioni, sviluppa emozioni, coscienza, consapevolezza, comportamento e auspicavo, e auspico, che la stupidità

dell’umanità venga rimossa da una Conoscenza Verificata che metta in condizioni soprattutto l’educazione di fornire quegli strumenti capaci di dare all’essere umano la gioia di vivere attraverso la continua scoperta di un mondo meraviglioso che vuole

farci godere, e non soffrire, poiché ciò che fa soffrire è solo la non conoscenza (i condizionamenti) che condiziona i cervelli a non vedere, a non sentire, a non vivere il Dinamismo della Natura e di tutto ciò che ci circonda.

E poi ci si emoziona di fronte al sorriso di un bambino, alle effusioni di un gatto, al canto di un uccellino, all’armonia di un prato fiorito e così via.

Abbiamo ormai una marea di “replicanti” che non fanno altro che ripetere informazioni date ad hoc per mantenere schiava dell’ignoranza l’intera umanità.

Ed è solo, purtroppo, l’arroganza dell’ignoranza che “perpetua” un sistema che porta dritto verso l’autodistruzione.

Sono le violazioni della Leggi di Natura responsabili dei gravi danni che affliggono l’intera umanità.

Gli errori di pochi, perpetrati nel tempo, generano con una reazione a catena grande confusione nell’ecosistema e le conseguenze ricadono sui singoli, sulle famiglie, sulla società, sulle nazioni e in tutto il mondo.

Purtroppo, dopo aver esplorato in lungo e in largo il cervello umano, a livello genetico, biochimico, biofisico, in sintesi a livello Neuropsicofisiologico, non ho trovato “colpe”, infatti nei cervelli non ci sono colpe e quindi non ci sono colpevoli. La più grande delle mie scoperte è stata proprio questa: accertare che nessun essere umano commette delitti, genera sofferenza, provoca danni, violenta l’innocenza consapevolmente. Ergo: la “colpa” ricade sull’ignoranza.

L’ignoranza è responsabile dei mali del mondo e l’unica “arma” disponibile per rimuovere l’ignoranza è una Conoscenza Verificata da un “metodo scientifico” implicito, insito nella Natura, ovvero tutta la Natura e l’essere umano contengono in sé nel proprio DNA, nel proprio genoma, uno strumento di misura per verificare tutte le informazioni che raggiungono il DNA di tutti gli organismi esistenti. Ed è soltanto la violenza perpetrata ai danni del DNA che costringe il mondo biologico, compresi

gli esseri umani, ad agire, a vivere, ad esistere in maniera contraria al proprio “progetto genetico”, il quale prevede filogeneticamente ed ontogeneticamente, nel proprio tempo e nel proprio spazio, la realizzazione del proprio contenuto genetico.

Violentare ulteriormente il genoma con manipolazioni opportunistiche è il più grave dei delitti che si può commettere contro la Natura e contro noi stessi.

La smettano, una volta per tutte, questi pseudospecialisti, di colpevolizzare la Natura o il DNA, sia per le malattie, sia per gli insuccessi della realizzazione genetica dei vari organismi esistenti.

Gli errori “irreparabili” sono quasi sempre prodotti dall’ignoranza dell’uomo.

Fin da piccolo rimanevo stupefatto nel vedere come un semino messo nella terra ricevesse quei segnali capaci di dare il via alla propria realizzazione; e mi chiedevo con meraviglia che tipo di comunicazione ci fosse tra il terreno e il seme, nonché quale tipo di “tecnologia” consentisse tutto questo. Basterebbe soffermarsi a riflettere per vedere quale armonia dà vita all’ecosistema; armonia, sinfonia…tutto questo è musica per i nostri sistemi limbici, liberi di emozionarsi di fronte a tanta voglia di vivere.

Basta con le violenze, basta con le manipolazioni del suolo, dei terreni, dell’aria, dell’acqua. Basta con gli egoismi sfrenati e con lo sfruttamento di situazioni contrarie all’interdipendenza dinamica di tutti gli elementi che costituiscono il nostro ecosistema.

Sviluppiamo Coscienza e Conoscenza attraverso l’osservazione dei processi naturali, favoriamo il recupero degli equilibri, partecipiamo all’interno dell’ecosistema alla realizzazione di un mondo disponibile a tutti coloro che diventano osservatori e interpreti per favorire il riequilibrio dell’ecosistema.

La Verità vi renderà liberi, sani, gioiosi, armonici. Ma dov’è la Verità? Una, nessuna, centomila.

La Scienza nega che esista la Verità e per fare ciò hanno dato la colpa al cervello con le sue false percezioni; ed è per questo che si è ricorso al metodo statistico, al punto tale che alcuni scienziati ritengono che le risultanze statistiche siano vere e proprie verità, perché con tali risultanze “osano” spiegare l’uomo, la Natura ed anche, il paradosso dei paradossi, la fisiologia.

La fisiologia, per definizione, non può essere statistica, perché descrive il dinamismo che si sviluppa dalla interazione tra i vari costituenti dei sistemi “viventi” e “non viventi”.

Questa è una storia antica che non convince più nessuno, soprattutto chi non ha subìto il lavaggio del cervello da parte di pseudoinsegnanti o educatori che pretendono di istruire o educare senza conoscere l’etimologia dei termini.

Le istruzioni possono essere date a un computer perché con tali istruzioni esegua ripetitivamente tutte le sue operazioni; ben altro è l’educazione, da ex-ducere, ovvero acquisire consapevolezza, coscienza e conoscenza e non subire l’istruzione attraverso il metodo del premio-punizione, sistema questo ancora in uso, purtroppo, in tutto il mondo.

Eppure, già Pavlov dimostrò come, associando il suono di un campanellino alla presentazione del cibo a un cane e togliendo poi il cibo, bastava il campanellino per attivare funzioni fisiologiche all’interno dell’attività biologica del cane.

Che cosa hanno compreso questi studiosi e scienziati da questo esperimento? Che non esiste la Verità? O invece qual è la Verità tra il campanellino e il cibo?

E’ questo il processo che accumula stupidità nel cervello umano, poiché condizionato dal premio-punizione sperimentato ampiamente da Skinner con i topolini in una gabbia, il quale ha potuto vedere come costringere il topolino a compiere azioni contrarie alla sua natura genetica. Su queste basi, si fonda la formazione dei grandi scienziati, dei grandi esperti che poi affermano che la Verità non esiste. Lo credo bene: sono stati violentati nei loro DNA fin da piccoli a negarla, poiché le uniche verità venivano date da coloro che avevano subìto tale processo che, diventati adulti, acquisivano ruoli che li autorizzavano e li autorizzano a violentare e a condizionare con premi e punizioni il cervello umano sin dalla nascita.

Quindi, non è vero che la Verità non esiste, è vero il contrario. La Verità esiste e l’essere umano viene condizionato a non vederla, a non percepirla, in quanto viene sostituita dalle pseudo-verità subìte per avere premi e per evitare le punizioni. Tutto ciò emerge con chiarezza dalle ricerche condotte sull’attività dei due emisferi cerebrali, dove il sinistro viene condizionato e diviene dominante e il destro rimane geneticamente disponibile alla percezione fisica della realtà (Verità).

Le piante, gli animali, non istruiti, ovvero che non hanno subìto forme di violenze condizionanti con premi e punizioni, esprimono in tutto l’arco della loro esistenza tutto ciò che è utile alla loro espressione genetica, accumulata e sperimentata in migliaia di anni con la loro evoluzione. L’ignoranza dell’uomo pretende, invece, di condizionare anche il genoma delle piante e degli animali, pretende di applicare lo stesso metodo che ha subìto anche alle piante a agli animali.

Per cui, se cerchiamo le cause del perché la Natura si ribella, pensiamo un attimo ai bambini che rifiutano le violenze, la scuola, la società e troveremo così le risposte che stiamo cercando: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

Credo proprio che sia giunto il momento di dare risposte concrete ed inequivocabili all’intera umanità.

 

 

 

CONCLUSIONI

Da tutto ciò emerge con chiarezza l’Etica dell’inviolabilità delle memorie genetiche di tutti gli esseri viventi, che non si basa su mere affermazioni di principi, ma su fondamenti scientifici inequivocabili.

Scienza e Coscienza devono viaggiare di pari passo: la Scienza deve fornire Conoscenza e la Conoscenza deve incrementare e potenziare la Coscienza.

Nessuno sul nostro Pianeta può negare il Diritto Fondamentale alla Vita e all’esistenza: è un Diritto Inalienabile e tale valore viene sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, frutto della grande sofferenza dell’intera umanità prodotta dalla seconda guerra mondiale, dove tutti i popoli hanno pagato prezzi indicibili per liberarsi dalla follia di ideologie discriminanti la vita nelle sue varie forme e manifestazioni. L’articolo 1, infatti, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo afferma che “Tutti gli esseri nascono uguali in dignità e diritti…”

Ciò significa che ciò che contraddistingue ogni essere umano è la Dignità che si acquisisce con il concepimento, per cui viene riconosciuto il Diritto all’Esistenza come valore assoluto, inalienabile, indiscriminato e come tale va sempre e comunque rispettato. La Dignità contiene in sé l’ontogenesi biologica ed anche filogenetica, le quali sono la storia evolutiva di cui ogni essere umano diviene portatore e responsabile, nel proprio tempo, nel proprio spazio, nel momento in cui diviene consapevole di tale valore.

Nell’Educazione, infatti, fin dai primi anni di vita, è indispensabile fare acquisire all’individuo la consapevolezza del valore della propria vita, ovvero della propria Dignità.

Il Valore della Dignità è estensibile anche alla Natura: tutte le specie vegetali ed animali hanno una propria filogenesi ed ontogenesi evolutiva e tutti insieme formiamo l’ecosistema. Comprendere tutto ciò significa partecipare positivamente all’evoluzione e ciò permetterebbe a noi umani di scoprire attimo per attimo le meraviglie di un mondo che educa le nostre coscienze; e ciò accade quando molti studiosi, e non, godono nell’ammirare o empatizzare con tutti gli aspetti positivi che il mondo vegetale e animale offrono a chi sa essere un buon osservatore.

In sintesi, osservare, amare e rispettare la Natura è un po’ come scoprire sé stessi e divenire consapevoli della propria storia evolutiva.