dna cervello coscienza consapevolezza educazione
dna cervello coscienza consapevolezza educazione
International Society of Neuropsychophysiology "Dal DNA il cervello, dal cervello la coscienza"
International Society of Neuropsychophysiology"Dal DNA il cervello, dal cervello la coscienza" 

Il diritto alla felicità

 

 

 

 

 

 

 

Professor Michele Trimarchi

 

 

Il principale “nemico” dell’essere umano è l’ignoranza: l’ignoranza delle Leggi che dinamicamente regolano la Vita, l’ignoranza delle infinite potenzialità del cervello e dello spirito umano e di come poterle esprimere per realizzare un’esistenza “felice”, ovvero coscienti e consapevoli di sé, ciascuno con la propria unicità ed immensità, e capaci di costruire serenità, armonia e gioia di vivere all’interno di sé stessi, per quanto possibile, dei rapporti interpersonali. La società in cui viviamo continua purtroppo a perpetuare l’ignoranza del valore della Vita, generando sempre più la dipendenza della donna e dell’uomo dall’approvazione degli altri, dall’essere all’altezza dei modelli dominanti, da gratificazioni esterne, dalla ricerca di una “felicità” al di fuori di sé… e la maggior parte delle persone vive cercando di rispondere ad aspettative sociali senza avere la possibilità, spesso, di scoprire innanzitutto sé stessi, il proprio valore, la propria originalità e riconoscersi in un proprio percorso e progetto di Vita. Le cause di tale ignoranza risiedono principalmente nella non conoscenza delle funzioni superiori del cervello umano e dei meccanismi che si sviluppano all’interno del cervello stesso. Oggi abbiamo strumenti molto utili per rilevare l’attività cerebrale: ad esempio la risonanza magnetica funzionale ci permette di vedere come lavora il cervello millimetro per millimetro, mentre pensa, mentre decide, mentre parla, mentre percepisce un segnale, mentre sente un’emozione… Con gli attuali strumenti possiamo vedere se i sistemi limbici si attivano o no, quali sono le aree del cervello che si attivano per contare i numeri o i soldi, e quando si attivano quelle parti che ci rendono umani. purtroppo possiamo dire che non siamo quasi mai umani! siamo automatici, perché nella maggior parte dei casi sono le nostre memorie che si attivano e ci dominano. Le memorie fanno da filtro fra noi e la realtà e ci impediscono di percepire la realtà stessa nella sua dinamicità. Noi la realtà la riconduciamo alle nostre memorie ed esperienze e in tal modo non facciamo altro che dire sempre le stesse cose annoiandoci e annoiando gli altri, per questo abbiamo tanto bisogno di distrarci e divertirci, altrimenti godremmo della vita nel suo continuo svolgersi e divenire. Ogni minuto sarebbe nuovo se riuscissimo a coglierlo e a percepirlo, e potremmo creare momento di armonia, di serenità, di positività decidendo di crearli, ovvero usando i lobi frontali del cervello… in tal modo potremmo decidere di essere felici, dentro di noi, e creare le condizioni per esserlo. La condizione essenziale è sviluppare una propria autonomia dalle richieste dell’esterno, una percezione obiettiva ed oggettiva degli stimoli che ci arrivano,, e identificare le memorie che si attivano automaticamente nel nostro cervello 8che risiedono nelle aree post-rolandiche) per impedire che siano loro a dominare le nostre percezioni, il nostro comportamento, la nostra vita. Dobbiamo imparare ad essere padroni del nostro cervello se vogliamo essere felici, poiché la felicità deriva dalla consapevolezza e dalla libertà che abbiamo dentro di noi di verificare la realtà, di identificarla nel suo dinamismo e di progettare, con la realtà, azioni e comportamenti utili e positivi momento per momento. Ogni bambino già appena nato sente l’armonia o la disarmonia che ha intorno, dimostrando così di essere già in grado di identificare l’ambiente circostante, e basta rilevare le risposte ormonali e dei due sistemi simpatico e parasimpatico, che controllano il nostro stato emozionale, per averne conferma. Quello che dobbiamo capire bene è che il bambino alla nascita è un progetto meraviglioso, immenso, ed è l’ambiente con tutte le sue informazioni che deve modularne lo sviluppo consentendogli di identificarsi e di scoprire gradualmente il mondo che lo circonda per potersi poi relazionare con gli altri da soggetto e capire che lui è sempre e comunque importante e che la sua vita gli serve per evolversi e contribuire all’evoluzione di chi ha intorno. Ogni bambino ed ogni essere umano è un progetto, il progetto del Creatore, e deve poter sentire amore dentro di sé. Ma se non amiamo la vita dentro di noi come possiamo rispettare la vita degli altri? Se abbiamo la rabbia e l’angoscia dentro, come possiamo amare gli altri? Allora dobbiamo prima di tutto occuparci dell'Educazione dei bambini per farli crescere armonicamente e portarli gradualmente verso l’autonomia gestionale della propria vita e del proprio cervello. Dobbiamo insegnare loro a identificare le cose per quelle che sono e per l’utilità che hanno. In questo consiste l’Educazione: educare significa educere le potenzialità dell’essere umano, non significa condizionarlo a regole e modelli ripetitivi che imprigionano e bloccano l’espressione unica, originale e creativa di ciascun individuo. Mentre oggi, purtroppo, stiamo facendo come faceva Skinner con i topolini nella gabbia e nel labirinto, quando ne modellava il comportamento con il metodo del bastone e la carota, ovvero dei premi e delle punizioni! Con il bastone e la carota non si educa, si condiziona, ed è terribile condizionare un progetto che in sé stesso è stupendo e va solo aiutato ad esprimersi e realizzarsi in tutte le sue potenzialità creative ed armoniche. Dobbiamo farci "riconoscere" dai bambini, entrare in sintonia con il progetto che è in loro ricordandoci che i bambini amano l’amore e se non esprimiamo amore verso di loro che ci aspettiamo? Che crescano sereni, autonomi ed esprimano amore? No, cresceranno pieni di paure e difese, e cercheranno di lottare tutta la vita per far emergere ciò che in loro era presente fin dalla nascita ma che nessuno gli ha permesso di scoprire ed esprimere, ovvero i diritti fondamentali di ogni essere umano, a partire dalla dignità. E quando diciamo che tutti gli esseri umani nascono uguali in dignità (art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo), vuol dire che la dignità è il valore totale della vita di un essere umano e dobbiamo imparare a riconoscergliela e a rispettarla perché nasce con lui ed è inalienabile e indiscutibile. E lo stesso dicasi per i valori di libertà, giustizia e amore che sono parte integrante del progetto di ogni individuo già alla nascita. Quindi dobbiamo prioritariamente conoscere e chiarire il significato di questi valori e creare un’Educazione che ci consenta di rispettarli nell bambino e permettergli di prenderne gradualmente coscienza affinché possano guidare il suo comportamento e la sua vita. In tal modo arriverebbe alla pubertà consapevole di come relazionarsi al mondo e di come gestire al sua personalità, iniziando a costruire un proprio progetto di vita e la propria possibilità di un’esistenza felice indipendentemente dalle condizioni esterne. Il diritto alla felicità appartiene a ognuno di noi. Chi ce lo ha dato? Per chi crede in Dio ce lo ha dato il Creatore, per chi non crede in Dio è scritto nel genoma umano, come la Neuropsicofisiologia dimostra scientificamente. Non esiste essere umano al mondo, in qualsiasi luogo nasca, che nono parli la stessa identica lingua fisiologica di tutti gli altri esseri umani del pianeta: tutti desiderano l’affermazione di sé, desiderano il piacere che deve trasformarsi in gioia, desiderano la libertà, desiderano la giustizia, desiderano trascendere la propria dimensione materiale.

Il genoma umano è un progetto da realizzare, e l’evoluzione è il processo attraverso il quale l’individuo lo realizza e sviluppa la “cultura della vita”. Il diritto alla felicità è un diritto inalienabile, e tutti coloro che hanno responsabilità politiche, sociali e religiose devono poter promuovere la presa di coscienza di tale diritto, al fine di consentire a ciascuno la felicità. Poter decidere in piena libertà, con la capacità di percepire il mondo intorno a noi per quello che realmente è, senza aspettative né dipendenze, è la condizione di base per poter essere felici.